2002: vince John Yuda

John Yuda

John Yuda, Tanzania: un diamante, ancora grezzo, che ha impreziosito l’edizione 2002 della “Scarpa d’Oro – Memorial Dante Merlo”. Non sembra vero che faccia atletica da soli due anni. Leggero come una farfalla, potente e rabbioso come un ghepardo, Yuda è ambizioso e sta costruendo sulle strade del mondo un passo che potrà diventare micidiale e portarlo nei libri di storia, come i suoi predecessori neri. E sull’acciottolato lomellino ha dimostrato di possedere un cambio micidiale. Nei primi degli 8 km di gara, Yuda è stato tranquillo. Ha lasciato che i keniani Cheruiyot e Rerimori operassero la selezione. Loro strappavano e lui li seguiva con passo leggero, aspettava il momento di sferrare l’attacco. Un attacco feroce sulla salita al sesto dei sette giri. Il cambio di passo è stato talmente perentorio che ha sorpreso la muta keniana. Vittime predestinate ma che non si sono date per vinte. Hanno cercato di recuperare, ma all’entrata nel Castello Yuda aveva venti metri di vantaggio. Ha continuato imperterrito, incurante degli avversari. Ha chiuso in 22’46”, dieci secondi in meno del record del tracciato stabilito nel 1991 da Moses Tanui.

Ordine d’arrivo: 1. Yuda (Tan) 22:46, 2. Rerimori (Ken) 22:50, 3. Kemboy (Ken) 22:52.
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