1993: Panetta vince la 14^ edizione della Scarpa d’Oro Internazionale

Una pioggia torrenziale è il tema conduttore della quattordicesima edizione della Scarpa d’Oro. Acqua da tutte le parti, di sopra, di sotto, acqua gelida che scende inesorabile a bagnare tutto e tutti e che rende difficile la vita ad atleti ed organizzatori. Sulla linea di partenza si presentano due grandi del mezzofondo azzurro: Francesco Panetta e Genny Di Napoli; Il napomilanese è reduce dalla

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1992: John Ngugi fa il bis

La Scarpa d’Oro non dice bugie. Così anche l’edizione 1992, la tredicesima della serie, ha confermato i pronostici della vigilia. John Ngugi, il nero corridore keniano della tribù dei Kikuyu, era giunto a Vigevano come il logico favorito, dall’alto dei cinque titoli mondiali di corsa campestre conquistati e nella nostra città ha recitato una danza irresistibile. È rimasto nascosto nel gruppo per un

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1991: Moses Tanui, re dell’inverno

Essere favoriti a volte non porta fortuna. Lo sa benissimo Genny Di Napoli alla vigilia della dodicesima edizione della Scarpa d’Oro. Nel 1990, da outsider, vinse il Trofeo ed ora è presente a Vigevano per tentare il bis. Ma non cerca regali, facili successi. Quindi per avversario sceglie il più difficile: Moses Tanui re dell’inverno.  Che volesse vincere lo ha confessato anche il suo allenatore, quando

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1991: vince Moses Tanui, il re dell’inverno

Essere favoriti a volte non porta fortuna. Lo sa benissimo Genny Di Napoli alla vigilia della dodicesima edizione della Scarpa d’Oro. Nel 1990, da outsider, vinse il Trofeo ed ora è presente a Vigevano per tentare il bis. Ma non cerca regali, facili successi. Quindi per avversario sceglie il più difficile: Moses Tanui re dell’inverno. Che volesse vincere lo ha confessato anche il suo allenatore, quando

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1990: vince Genny Di Napoli!

Il vincitore predestinato dell’undicesima edizione della Scarpa d’Oro era Salvatore Antibo, il campione di Altofonte. In secondo ordine gli organizzatori avevano inserito, fra gli outsider, il keniano Wilfred Kirochi ed il napomilanese Genny Di Napoli. Così Genny ha accettato, anche se con qualche mugugno, questo ruolo che non rientra nel suo carattere. Poi è successo l’imprevedibile. A causa di una pioggia battente e con un

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1989: vince John Ngugi, campione olimpico in carica sui 5000 metri

Re del cross, quattro volte campione mondiale di corsa campestre, campione olimpico nei 5.000 metri, migliore atleta della primavera: è John Ngugi, keniano della tribù dei Kikuyu. Atleta di poche parole, ma grande e infaticabile corridore e uomo spiritoso, visto che ha accettato di vestire i panni del novello Ludovico il Moro. Nel giro di tre settimane ha vinto quattro gare, vere classiche,

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1988: vince Stefano Mei!

Uno alla volta i grandi della corsa resistente hanno scritto i loro nomi nell’albo d’oro della manifestazione vigevanese, così non poteva mancare anche il suo, quello di Stefano Mei, cavallo di razza eccelsa che sin da giovanissimo si era posto all’attenzione degli esperti e degli appassionati di atletica. Lo spezzino si è presentato a Vigevano con la ferma intenzione di vincere

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1987: Bordin entra nella storia vincendo la Scarpa d’Oro Internazionale

Ancora un nome illustre. Un altro “grande” entra nell’albo d’oro della Scarpa d’Oro, una corsa di “connotazione atipica”, come la definì Alberto Cova, fine conoscitore della competizione podistica nel centro storico della nostra città. Il nome è quello del veneto Gelindo Bordin, che nel 1986, ai Campionati Europei di Stoccarda si era laureato campione continentale nella maratona. La presenza di “Gelo” è stata

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1986: bis di Alberto Cova!

Bis di Alberto Cova. Il ragioniere brianzolo sull’acciottolato ducale coglie la seconda vittoria, affiancandosi così a due mostri sacri del mezzofondo veloce mondiale, i britannici Sebastian Coe e Steve Ovett. In questa settima edizione Cova ha come avversario un atleta di rango, un certo Stefano Mei, da tutti additato come l’uomo del futuro. E nell’estate, a Stoccarda, il giovane ligure diventerà

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1985: vince lo “spirito della pioggia” Steve Ovett

“Spirit of the rain”, lo spirito della pioggia, come viene affettuosamente chiamato Steve Ovett in patria dai giornalisti e dai suoi numerosi tifosi, è tornato e con lui, puntuale, appunto la pioggia ha nuovamente martoriato questa sesta edizione della Scarpa d’Oro. L’inglese è al suo debutto agonistico stagionale. Ha iniziato gli allenamenti a dicembre, dopo che alle Olimpiadi di Los

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